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Posto quindi sono

Pubblicato su il reporter - parole Nomadi - F come Facebook In questa manciata di anni il viaggio è mutato così radicalmente e repentinamente come mai nel passato. Solo marginalmente le cause del cambiamento sono riconducibili a eventi come la crisi economica, l’11 settembre, il prezzo del petrolio o le rivoluzioni del nord Africa. Il cambiamento più profondo e senza possibilità di ritorno è stato invece causato dall'avanzamento della società globale e dalla rivoluzione tecnologica, in particolare da quella informatica.

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C come (I) Care

Pubblicato su il reporter -Parole Nomadi - I care Viaggiare può essere fatale. Non intendo per i viaggiatori (quello è un rischio calcolato e inevitabile, presente poco o tanto in tutte le attività umane). Parlo dell’impatto su ambiente, società e culture altre. Il turismo si occupa di tempo libero, ma è un’industria sempre più pesante e meno sostenibile, non fosse altro che per la quantità di persone che sposta da una parte all’altra del globo. Il naufragio della nave da crociera Concordia è l’esemplificazione di come i grandi numeri moltiplichino i rischi ambientali. Il paradosso del turismo è che ha un impatto negativo proprio su quel territorio e quelle culture che vorrebbe valorizzare, ma che in realtà scopre, consuma e poi abbandona o ‘declassa’, spostandosi su nuove mete destinate a subire la stessa sorte di progressivo degrado.

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Viaggiare costa

Federica Brunini,  Piccolo libro verde del viaggio – 250 consigli risparmiosi per voi e per l’ambiente - Morellini Editore 2010 Pubblicato su ilreporter “Viaggiare è appassionante. Divertente. Utile. Indispensabile. Ma costa”, scrive Federica Brunini nel suo “Il piccolo Libro Verde”. Preoccupata per il risicato bilancio delle famiglie italiane in tempo di crisi? Per gli inevitabili tagli ai beni ‘superflui’ dai viaggi al ristorante? Non esattamente. Continua l’autrice: “Costa all’ambiente e alla salute del mondo. A meno che… Non siate viaggiatori eco-consapevoli. Attenti alla natura e alle sue esigenze. Che sono, infine, anche le nostre”. E di seguito elenca 250 consigli per spostarsi alla scoperta del pianeta senza comprometterne (troppo) la bellezza e la vitalità. E per godersi la bellissima esperienza di viaggi a impatto zero (o quasi). Personalmente tendo a essere sempre un po’ sospettosa quando viene usato (e frequentemente abusato, pur di assecondare una sempre più diffusa sensibilità ambientalista) il termine ‘eco’ con tutte le sue infinite varianti …eco-resort, eco-lodge, eco-operatore, eco-compatibile, ecc. I prodotti pubblicizzati hanno spesso poco o nulla di ecologico. In ambito turistico magari sono ‘verdi’ le destinazioni, parchi o paradisi naturali, ma non il loro sfruttamento che, al di là delle affermazioni, continua a seguire modalità poco rispettose dell’ambiente ed è causa di un degrado direttamente proporzionale al numero di visite. Il lungo, conciso e variegato elenco di consigli ‘verdi’ di Federica Brunini (con tanto di link di approfondimento) è invece utile perché fornisce suggerimenti preziosi su come comportarci per limitare il nostro impatto sull’ambiente sia in viaggio che nella vita di tutti i giorni. Un elenco non solo di ciò che ciascuno di noi non deve fare, ma soprattutto ciò che dovrebbe fare. Perché, come diceva Gandhi, “dovete essere voi il cambiamento che volete vedere”.

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