Massimo Rossi - Una birra a Kathmandù - Note di viaggio in Nepal - Casa Editrice Polaris 2015
Un libro sul Nepal pubblicato poche settimane prima del devastante terremoto. Scrive Massimo Rossi: “Quanto successo in Nepal ha fatto assumere una veste…
di Massimo Rossi
In questi giorni ho letto un libro, A... come Avventura. Il libro è, è stato, per me:
B… come Bello, scritto Bene.
C… come Calmo, dove si assapora la rilassante Competenza che traspare dal Tuo modo di scrivere e nel…
Un libro sul Nepal a firma di Massimo Rossi pubblicato dalla Casa Editrice Polaris poche settimane prima del devastante terremoto: Una birra a Kathmandù. Note di viaggio dal Nepal. Un libro per chi ci è stato e per chi vorrebbe andarci, ma ora può farlo…
Etiopia. Saggio di un outsider a tempo determinato di Massimo Rossi
Mimesis 2011 - € 24.00
Pubblicato su il reporter
A Natale non sono andata in Africa. O forse sì. A Natale sono ritornata nel sud dell’Etiopia. Sono stata fra le tribù…
“Mi chiamo F. e ho 24 anni. Ho una grandissima passione: il viaggiare. Vorrei poter trasformare questa mia passione in un vero e proprio lavoro. Come posso fare?” E’ questo l’incipit di una delle molte mail che ricevo, scritte soprattutto…
Massimo Rossi, "Pioggia fango merda sole blues. Un’Amazzonia senza Sting", Nuovi Equilibri – Stampa alternativa -1999
Pubblicato su il reporter
Un libro che non è un racconto di viaggio, ma un diario di quaranta giorni vissuti da medico volontario in un anonimo, caldissimo, umidissimo e dimenticato “buco di culo del mondo”, dove il fango è impastato in eguale quantità alla merda per la totale assenza di fogne. Benvenuti a Placido de Castro, Acre, Brasile, ai confini con Bolivia e Perù. Un libro “che puzza”, a partire dal titolo, un libro che si legge con tutti e cinque i sensi e forse con l’olfatto più della vista. Nel titolo c’è già tutto: pioggia-fango-merda-sole. E poi il blues, con quella sua carica di nostalgica tristezza che affonda le radici nelle canzoni degli schiavi neri d’America. Un luogo dimenticato in cui non si può non chiedersi “cosa ci faccio io qui?” O meglio cosa ci fa qui questa gente e perché non fugge da un non-luogo come questo.
